Gruppo Enercom

Il Gruppo Enercom fonda la propria attività aziendale sui valori della trasparenza, della correttezza e del sostegno al territorio locale. Operare nel campo dell’energia significa anche prendere in considerazione il proprio ruolo nella vita quotidiana delle persone, riconoscendo la propria responsabilità sociale e impegnandosi in diversi ambiti. Se da un lato, proprio l’attività svolta nel campo energetico, orienta l’azienda a tematiche quali il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale, dall’altro l’attenzione al sociale apre la strada a collaborazioni e sponsorship di diversa natura.

Il Gruppo Enercom può contare sulla forza del “fare insieme” e riesce ad impegnarsi anche in campi come quello della tutela e della salvaguardia del territorio locale e del patrimonio culturale. Proprio per questo, per il Gruppo Enercom sostenere il FAI – Fondo Ambiente Italiano, aderendo al programma di membership aziendale Corporate Golden Donor, significa contribuire a fare del nostro Paese un luogo più bello in cui vivere, lavorare e crescere con la propria famiglia. Un sostegno che parte proprio da una condivisione di valori e che vorremmo raccontarvi attraverso le parole di Caterina Marinato, Responsabile Corporate Membership del FAI.

Il FAI è oggi una realtà altamente riconosciuta nel campo della tutela del patrimonio paesaggistico e culturale italiano. Quali sono stati gli ingredienti di questo successo?

Il FAI è una fondazione nazionale no profit che è stata fondata a Milano nel 1975. La missione del FAI è rimasta inalterata nel tempo, ma le sue dimensioni continuano a crescere, così come il numero dei beni gestiti e tutelati, oggi 64. Attualmente la Fondazione è organizzata e strutturata come un’azienda, che si muove secondo piani strategici triennali e decennali. Inoltre, negli ultimi  anni abbiamo cercato di coinvolgere nelle nostre attività tutti i target di pubblico, in quanto siamo sempre più consapevoli del valore sociale della nostra missione

Io credo che il motivo di questo successo risieda nella forte e decisiva partecipazione di tutti, e nella natura stessa della missione stessa del FAI. Abbiamo consolidato nel tempo in modo saldo e coerente le nostra attività, suddividibile in tre aree di intervento. Innanzitutto, il FAI si occupa della cura di luoghi che sono stati donati alla Fondazione da privati o affidati in concessione da enti pubblici, gestendoli e preservandoli, per garantire a tutti la possibilità di conoscerli. La seconda area è la promozione dell’educazione e della conoscenza del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. A tal proposito, mi piace citare Giulia Maria Crespi, fondatrice e Presidente onoraria del FAI, che più volte ha detto: “Si tutela quel che si ama e si ama quel che si conosce”. Penso che questa frase racchiuda tutto l’impegno che il FAI mette nel diffondere l’amore per il patrimonio culturale italiano, che è il primo passo per la sua tutela. La terza area di intervento, infine, riguarda la vigilanza sulla tutela dei beni paesaggistici e culturali. Un monitoraggio possibile grazie a una rete sempre più fitta di delegati e volontari, e anche grazie ai cittadini. Le segnalazioni di nuovi beni da tutelare sono frequenti e, dopo un’attenta valutazione, il FAI entra in gioco.

Villa e Collezione Panza, Varese. Bene FAI dal 1996 – Foto di Gabriele Basilico 2016 © FAI - Fondo Ambiente Italiano

Quali sono le modalità con cui il FAI raggiunge i cittadini e favorisce la diffusione di questo “amore” per il patrimonio paesaggistico e culturale?

Proprio perché la conoscenza è fondamentale per la tutela, il FAI cerca di raggiungere sempre più persone attraverso diverse modalità. Ad esempio, studiamo attività mirate per chi è già inserito in  un percorso di istruzione, coinvolgendo tutti i ragazzi, dalle scuole materne fino alle università, con le quali vengono spesso svolte attività di ricerca congiunta. Il FAI, infatti, ha dedicato un’intera divisione al mondo della Scuola, riconoscendo il ruolo importantissimo che hanno i giovani e riuscendo a coinvolgere negli anni più di 3 milioni di studenti in progetti di scoperta del patrimonio artistico e paesaggistico. L’intera cittadinanza, invece, viene coinvolta nei grandi eventi di piazza, come avviene per le Giornate FAI di Primavera, iniziativa ormai giunta alla sua 27° edizione. L’interesse che riscuotiamo è sempre maggiore e oggi gli iscritti al FAI sono più di 200.000 mila.

Villa e Collezione Panza, Varese. Bene FAI dal 1996 – Foto di Gabriele Basilico 2016 © FAI - Fondo Ambiente Italiano

Il Gruppo Enercom ha deciso di aderire al programma di membership aziendale Corporate Golden Donor proprio perché crede fortemente nell’importanza della missione che ci ha appena raccontato. Ma quanto è importante il sostegno delle imprese per una realtà come il FAI?

Il FAI è una fondazione nazionale no profit e tutto quello che possiamo fare è possibile proprio grazie al sostegno dei privati, delle aziende e, in parte, delle istituzioni. Secondo il rapporto annuale del 2018, sul totale dei proventi che superano i 33 milioni, ben 8 milioni sono raccolti grazie al sostegno delle aziende. Proprio come il Gruppo Enercom, sono sempre di più le realtà che riconoscono nei valori e nelle attività del FAI un’ottima occasione per ribadire il proprio impegno dell’ambito della responsabilità sociale d’impresa.

Le modalità per sostenere e collaborare con il FAI sono molteplici, tra cui proprio l’adesione Corporate Golden Donor, nato 17 anni fa. Il programma si è strutturato nel tempo e oggi si cerca sempre più di restituire alle aziende il valore del loro sostegno, attraverso diversi strumenti e opportunità. Ad esempio, offriamo la possibilità di coinvolgere i dipendenti, di svolgere attività e convention nei Beni FAI, di proporre regali di Natale sostenibili. Molte aziende, infine, decidono di sostenere progetti di restauro e manutenzione nei Beni, di sponsorizzare le campagne di sensibilizzazione, oppure di offrire pro bono prodotti e servizi. Al di là di come si decida di sostenere la nostra missione, pensiamo che l’altissima percentuale di rinnovo delle forme di sostegno da parte delle aziende testimoni quanto abbinare il proprio marchio di impresa a quello del FAI sia un’opportunità unica in Italia.

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